Cosa significa Accordare la Chitarra
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Cosa si cela dietro questo processo? Su quali elementi si può interagire e quali sono gli effetti che vengono prodotti?
L'accordatura, stando a quanto riporta wikipedia, è "il processo di regolazione di uno strumento musicale, affinché risulti adeguatamente intonato come sistema a sé stante e con gli altri strumenti (coi quali dovrà suonare), rispetto al sistema di intonazione vigente o concordato"
Detta così sembra abbastanza complessa, e sicuramente sarà interessante esplorare anche il mondo che si cela dietro ai sistemi di intonazione, ma per essere pragmatici ci concetriamo solo sugli strumenti a corda, nello specifico le nostre amate chitarre, e sul sistema di accordatura definito "temperamento equabile", standard che si è affermato a livello mondiale a partire solo dall'inizio del XX secolo.
Accordatura come Processo di Regolazione
Non vorrei dare per scontato che si sappia già cosa si intende per accordatura, partirei proprio da quanto ci propone wikipedia per comprendere cos'è tale "processo di regolazione".
Viene definito come regolazione della tensione alla quale è soggetta la corda: più tesa o meno tesa. In base alla tensione - ma anche in funzione del. suo spessore e della sua lunghezza - ogni corda produce una vibrazione che risuona ad una specifica frequenza corrispondente ad una nota musicale (del temperamento equabile) ben precisa.
E' probabile che a molti sarà capitato di giocherellare con un elastico, di quelli gialli o verdi che si usano comunemente in casa, e rendersi conto che tirandolo e facendolo vibrare produceva un suono più alto, acuto, se invece non era molto teso (tensione è più bassa) il suono prodotto era più basso; se invece la tensione non era sufficiente da farlo vibrare non avrebbe prodotto alcun suono.
Il concetto alla base è lo stesso: più una corda di chitarra è tesa, più vibrerà velocemente producendo suoni acuti, meno è tesa, minore sarà la velocità di vibrazione, ed i suoni prodotti saranno più gravi.
La Fisica alla Base (Brevemente!)
Il modello fisico che viene utilizzato è quello della corda vibrante; nel caso specifico di una chitarra, la corda è vincolata a due estremi (il capotasto e la selletta del ponte): quando la corda viene pizzicata - in base appunto alla sua tensione - essa vibrerà producendo un treno di onde che si propagherà da estremo ad estremo, anche sovrapponendosi e rimbalzando, fino a formare un'onda stazionaria con un'ampiezza ed una frequenza proprie corrispondenti ad una specifica nota.

Fattori che influenzano l'Onda Stazionaria
La formazione dell'onda stazionaria non dipende però solo dalla tensione della corda, ma vi sono altri fattori legati alle corde e alla chitarra stessa.
Onda Stazionaria e Corde della Chitarra
Relativamente alle corde individuiamo due fattori: il diametro (cioè lo spessore, detto anche "gauge", poi ci torneremo) e le specifiche di costruzione della corda (materiale utilizzato, profilo, avvolgimento).
Partiamo proprio dalla combinazione tra peso specifico del materiale e le specifiche di costruzione della corda può fornirci indicazioni sulla sua massa e sulla sua rigidità: un'indicazione di massima è che a massa maggiore della corda corrisponderà una vibrazione più lenta e viceversa.
Materiali delle Corde per Chitarra Elettrica
I materiali con i quali cono costruiti le corde sono principalmente il nichel in purezza e l'acciaio inossidabile (o anche acciaio INOX); non di rado si vedono anche corde ibride, cioè realizzate in acciaio inossidabile ma placchate in nichel, in titanio o anche in oro.
Stando a quanto riportato in una tabella di Europa Acciai, il peso specifico del nichel (8,85 kg per dm³) è superiore a quello dell'acciaio inossidabile (7,85 kg per dm³), ciò significa che le corde in nichel vibreranno tendenzialmente di meno rispetto a quelle in acciaio inox.
Quattro differenti tipologie di materiale e rivestimenti di noti produttori di corde
Solo per esaustività ricordiamo che le corde in bronzo, benchè anch'esse possono indurre un campo elettromagnetico nei pickup, sono utilizzate per le chitarre acustiche e non per quelle elettriche; le corde in nylon - tipiche delle chitarre classiche - non produrrebbero invece alcun campo magnetico e quindi completamente inutilizzabili.
Avvolgimento delle Corde per Chitarra Elettrica
Oltre al materiale, è importante anche la modalità di realizzazione della corda stessa. In una muta di corde troviamo principalmente tre corde avvolte e tre corde non avvolte. Partendo da queste ultime, tipicamente la corda del Sol, quella del Si ed il Mi cantino, esse possono essere considerate come dei semplici filamenti, non vi sono quindi ulteriori considerazioni da fare in merito alla loro realizzazione.
Discorso diverso è per la realizzazione delle corde avvolte, le quali - come suggerisce già il loro nome - sono realizzate partendo da un filamento centrale al quale è avvolto un ulteriore filamento metallico. Queste sono le corde del Mi basso, del La e del Re.
Ciò è fondamentale in quanto, all'aumentare della sezione di una corda, la sua capacità di vibrare (e quindi di produrre onde) diminuisce drasticamente; il sistema di avvolgimento invece conferisce alle corde maggiore flessibilità ed elasticità in modo tale da non compromettere la capacità di vibrazione all'aumentare del diametro.
I tre principali avvolgimenti sono di tipo "Round", "Half-Round" e "Flat", e fanno riferimento alla sezione del filo che avvolge l'anima, rispettivamente: circolare, semicircolare e piatto.
Non scendo in ulteriori elucubrazioni rispetto al campo magnetico prodotto da un materiale specifico o a come un avvolgimento può influire sul suono o sul sustain, lo approfondiremo in un altro articolo.
Scalatura (o gauge) delle Corde
Sul tema già sappiamo che esistono mute di scalature diverse, tipicamente indicati con la misura (diametro della sezione) del Mi cantino che può partire da un 0.008 fino ad un 0.012.
A scalatura diversa corrisponde diametro diverso su tutte le corde della chitarra, così come riportato nella tabella seguente (personalmente preferisco e monto sempre le 0.010 - 0.046)
Scalatura | Mi cantino | Si | Sol | Re | La | Mi basso |
|---|---|---|---|---|---|---|
Extra Light | 0.008 | 0.010 | 0.015 | 0.021 | 0.030 | 0.038 |
Super Light | 0.009 | 0.011 | 0.016 | 0.024 | 0.032 | 0.042 |
Light .09 | 0.009 | 0.011 | 0.016 | 0.026 | 0.036 | 0.046 |
Light .10 | 0.010 | 0.013 | 0.017 | 0.026 | 0.036 | 0.046 |
Light Plus | 0.010 | 0.013 | 0.017 | 0.028 | 0.038 | 0.048 |
Medium | 0.011 | 0.014 | 0.018 | 0.028 | 0.038 | 0.049 |
Heavy | 0.012 | 0.016 | 0.020 | 0.032 | 0.042 | 0.054 |
Cosa significa? Che a parità di materiale e di costruzione, una scalatura maggiore implica una massa della corda maggiore e quindi minori oscillazioni a parità di tensione; scalature più piccole (0.008, 0.009) invece avranno modo di vibrare più velocemente a parità di tensione.

Onda Stazionaria e Diapason della Chitarra
Un altro fattore fondamentale è invece il diapason della chitarra, anch'esso influisce in modo decisivo sulla capacità di una corda di formare onde stazionarie.
Ricordiamo che il diapason rappresenta la misura della lunghezza che intercorre tra capotasto e selletta, determinando quindi la lunghezza della corda vibrante.
Come già illustrato in un altro articolo, vi sono tre principali diapason (o scale) utilizzati dai principali costruttori per i loro principali modelli:
Gibson (LP & SG) utilizza un diapason di 24,75 pollici (circa 628,65mm)
Fender (ST & TC) ha invece un diapason di 25,5 pollici (circa 648mm)
Altri costruttori utilizzano diapason da 25 pollici (635mm)
Al crescere della lunghezza del diapason, maggiore sarà la tensione necessaria alla corda per vibrare.
Angolo di incidenza Capotasto-Paletta e Selletta-Ponte
Una corda, oltre alla parte mobile, cioè quella che oscilla, ha anche una parte non vibrante, ossia quella porzione di corda che si trova al dilà del capotasto, cioè tra capotasto e meccnich e al dilà della selletta, ossia tra selletta e ancoraggio al ponte/body/etc.
Proprio perchè l'angolatura insiste su parti di corda che non oscillano, essa non influisce sulla tensione necessaria ad ottenere una giusta accordatura della chitarra ma incide in modo significativo ulla rigidità della corda: a maggiore angolatura corrisponde maggiore rigidità.
La rigidità di una corda la si può sperimentare quando si effettuano i bending, cioè quell'esecuzione che effettua il chitarrista alzando temporaneamente il tono di una nota spingendo verso l'alto o verso il basso una corda mentre la si suona; se una chitarra ha un'incidenza bassa i bending saranno più facili da eseguire, viceversa la corda risulterà più dura da far salire o scendere se c'è molta rigidità (incidenza maggiore) alle estremità.
La giusta incidenza (tipicamente angoli che vanno dai 25 ai 30 gradi) assicura anche il mantenimento dell'accordatura più a lungo rispetto ad un'incidenza inferiore.
Le chitarre simil-Gibson implementano l'incidenza con una paletta recinata all'indietro in modo che le corde risultino ancorate alle camme delle meccaniche con un angolo maggiore; l'incidenza al ponte è invece data dall'angolo che si forma tra la selletta e il primo blocco del ponte.
Sulle chitarre simil-Fender vengono invece utilizzati degli abbassarcorda sulla paletta, per diminuire l'angolo sul capotasto (e quindi aumentare l'incidenza), sul ponte invece l'angolo di incidenza si forma tra la selletta e il foro passante sui ponti tremolo (as es. Stratocaster) o sul foro passante del traforo body (ad es. Telecaster).
Ricapitoliamo i fattori che influenzano la vibrazione
Nella tabella seguente riportiamo i tre principali fattori che influenzano la vibrazione delle corde e di conseguenza la formazione dell'onda stazionaria a parità di tensione, quest'ultimo sarà l'unica vera regolazione che potremmo fare al netto di variare la tipologia di corde della chitarra o cambiare la chitarra con una che utilizza un diapason diverso.
Materiale Corda | Spessore Corda | Diapason Chitarra | |
|---|---|---|---|
Maggiori Oscillazioni | densità minore | scalatura bassa | diapason corto |
Minori Oscillazioni | densità maggiore | scalatura alta | diapason lungo |
Come effettuiamo il Processo di Regolazione
A meno che non abbiate un orecchio assoluto o vogliate cimentarvi con l'utilizzo di un diapason, l'accordatura di una chitarra è effettuata con uno strumento detto propriamente accordatore.
Esistono accordatori software (per pc, per smartphone) che utilizzano il microfono del dispositivo sul quale sono installati per captare il segnale sonoro della corda, oppure accordatori fisici (a pedale o a dispositivo indipendente) ai quali invece è possibile collegare direttamente il cavo della chitarra e/o dispongono di un microfono per captare il suono.
nell'immagine possiamo individuare un accordatore da attaccare alla paletta (utilizza il microfono) un accordatore a dispositivo (ha sia microfono che jack ingresso audio) un accordatore a pedale (solo jack) e un app per smartphone (solo microfono)
L'accordatore come fa? Di una corda che vibra ad una certa frequenza - o del segnale elettrico che esce dalla chitarra - riesce a captare lo spettro ed individuare la frequenza fondamentale nonchè gli armonici che la accompagnano; anlizzate queste informazioni, l'accordatore mostrerà sul display la nota più vicina a quella frequenza ed anche i cent (vi ricordate? la centesima parte di un intervallo tra due note); se la corda vibra più lentamente di quella nota si dovrà aumentare la tensione della corda per raggiungerla oppure, se la corda vibra più velocemente del valore atteso per la nota desiderata si dovrà diminuire la tensione.
La tensione la regoliamo chiaramente con le meccaniche della chitarra, che esse siano sulla paletta (come nella maggior parte della chitarra) o parte del ponte nel caso delle chitarre che utilizzano il sistema floyd-rose.
Le Meccaniche
Finalmente ci siamo, le meccaniche sono l'unico modo che abbiamo per intervenire direttamente sull'accordatura delle nostre chitarre.
In sostanza, assumiamo quali valori fissi:
La massa delle corde
La tipologia di realizzazione
Il diapason della chitarra
Come facciamo a regolare la tensione delle corde? Intervenendo sulle meccaniche.
L'accordatore ci dirà se tendere ancor di più la corda o rilassarla; il processo è relativamente breve ma deve essere molto accurato, pena l'insuonabilità dello strumento.
Un valore tipico che accompagna le meccaniche è il rapporto (ad es. 14:1, 15:1, 18:1) e indica semplicemente quanti giri di chiavetta sono necessari per far compiere all'albero della meccanicha (cioè il perno sul quale è avvolta la corta) un giro completo; maggiore è il rapporto più la meccanica permetterà accordature precise.
E' un valore che personalmente non prendo quasi mai in considerazione nella scelta delle meccaniche, per diversi fattori:
La precisione dell'accordatura passa per la precisione dell'accordatore
L'accordatura è una regolazione che può e deve essere effettuata spesso, sopratutto dopo sessioni intense e prolungate
Utilizzo di ponti mobili (tremolo, bigsby, etc.) o di binding fanno perdere più facilmente l'accordatura allo strumento
Le corde stesse, sopratutto quando sono nuove e non è stato effettuato un lavoro di stretching (cioè tenderle con delicatezza tra le dita per "stirarle") possono allentarsi e quindi lo strumento risulterà scordato molto più velocemente
Le forze in gioco che intervengono sul manico e la sua capacità di controbilanciare tali forze pure sono un ulteriore elemento che influisce sull'accordatura dello strumento stesso
Quindi, sebbene una mecanica 18:1 possa offrire una precisione più accurata dello strumento, anche con una 14:1 è possibile raggiungiere una buona accordatura, precisa quanto basta, anche per suonare in uno stadio.
Corde e Tensioni
Avendo esplorato tutti gli attori in gioco (corde, chitarra e meccaniche) non resta che fare l'ultimo passaggio e comprendere le frequenze alle quali vibrano le corde della chitarra.
La seguente tabella riepiloga la frequenza approssimativa alla quale dovranno vibrare le corde per far risultare una chitarra ben accordata secondo l'accordatura standard EADGBE (scriverò un altro articolo sulle tipologie di accordature).
Mi basso | La | Re | Sol | Si | Mi cantino |
|---|---|---|---|---|---|
82 Hz | 110 Hz | 147 Hz | 196 Hz | 247 Hz | 330 Hz |
Dalla tabella si può evincere quanto sia netta la differenza tra il Mi basso ed il Mi cantino con quest'ultimo che vibra, esattamente (o quasi) quattro volte più velocemente del primo, ed è assolutamente percepibile quanto le due note - seppur uguali - risultino notevolmente una più acuta e l'altra più grave.
Interessante un calcolatore gratuito che ho trovato online col quale possiamo inserire la scala della chitarra, la scalatura delle corde, e ci proporrà una stima - perchè manca la composizione della corda - della tensione delle stesse (peccato sia espressa in libre, ma basta fare poi conversione in kg).
Tra tutte le corde, quella che sembra sia soggetta a maggior tensione, è il La, seguita dal Re e dal Mi basso; è facile aspettarsi questi risultati considerando che - sebbene le oscillazioni siano relativamente basse (tra 80 e 150 al secondo) esse sono anche le corde che hanno la massa maggiore data sia diametro che dalla loro avvolgitura.
Differenza tra Accordatura e Intonazione
Facciamo ben attenzione a questi due concetti: una chitarra ben accordata è uno strumento la cui corda che oscilla a vuoto produce la nota desiderata.
Una chitara ben intonata è invece uno strumento che produce una nota specifica ben definita man mano che si procede sulla tastiera verso il ponte. Ad esempio, premendo una corda al dodicesimo tasto, il valore di oscillazione atteso è esattamente il doppio di quello della corda a vuoto, la nota che risulterà è la stessa della corda a vuoto ma un'ottava superiore.
Non è raro trovare chitarre ben accordate ma non intonate.
La regolazione dell'intonazione è un processo che interviene sul diapason della chitarra (spostando in avanti o indietro le sellette) che con piccole variazioni permetterà di ottenere la lunghezza precisa al millimetro affinchè quella determinata corda abbia tensione e lunghezza specifica per oscillare esattamente come atteso sia da a vuoto che avanzando sulla tastiera.



















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