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Springsteen prega per Trump dopo la sparatoria alla Cena dei Corrispondenti: «Nessuno spazio per la violenza politica»

  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Il 26 aprile 2026, Bruce Springsteen ha aperto il suo concerto al Moody Center di Austin, Texas, con una preghiera pubblica per il presidente Donald Trump e per tutti i presenti alla Cena dei Corrispondenti della Casa Bianca, teatro di una sparatoria la sera precedente. Un gesto inaspettato da parte di un artista che, nel corso di questo tour, non ha mai nascosto la sua opposizione all'amministrazione Trump.


Nel 2026, Springsteen è in tour negli Stati Uniti con il "Land of Hope and Dreams American Tour", una serie di concerti fortemente politicizzati in cui il cantante non risparmia critiche all'amministrazione Trump, definita in precedenti date come "corrotta, incompetente, razzista, sconsiderata e traditrice".



25 Aprile, sparatoria alla Cena dei Corrispondenti

Nella serata del 25 aprile 2026, durante la tradizionale Cena dei Corrispondenti della Casa Bianca al Washington Hilton di Washington D.C., un uomo di 31 anni di nome Cole Thomas Allen — insegnante californiano — ha fatto irruzione armato di fucile a pompa, pistola e coltelli, aprendo il fuoco contro un agente dei Servizi Segreti. L'agente, protetto dal giubbotto antiproiettile, è rimasto illeso. Allen è stato immediatamente fermato dalle forze dell'ordine.

Il presidente Trump, la first lady Melania, il vicepresidente JD Vance e i membri del gabinetto sono stati evacuati dai Servizi Segreti. Secondo le prime ricostruzioni, Allen aveva inviato un manifesto ai familiari in cui esprimeva rabbia nei confronti dell'amministrazione. Trump ha successivamente definito l'aggressore un "lupo solitario squilibrato" e ha annunciato che la cena sarebbe stata riprogrammata entro 30 giorni.



26 aprile, esibilizione del Boss al Moody Center

Il giorno successivo alla sparatoria, il 26 aprile 2026, Bruce Springsteen si è esibito al Moody Center di Austin, Texas — una arena da 15.000 posti situata nel campus dell'Università del Texas — nell'ambito del suo "Land of Hope and Dreams American Tour". Era il primo concerto del tour dopo i fatti di Washington.



Un gesto di umanità oltre le divisioni politiche

Nonostante le sue posizioni politiche apertamente critiche nei confronti di Trump, Springsteen ha scelto di aprire il concerto di Austin con un discorso di condanna della violenza e una preghiera per le vittime potenziali dell'attentato. Come riportato da Rolling Stone Italia, il cantante ha detto:

«Diciamo una preghiera di ringraziamento perché il nostro Presidente, né nessuno nell'amministrazione, né dei presenti è rimasto ferito nei fatti di ieri sera alla cena dei corrispondenti.»

Springsteen ha poi aggiunto con forza:

«Possiamo essere in disaccordo. Possiamo essere critici nei confronti di chi detiene il potere. Possiamo lottare pacificamente per le nostre convinzioni. Ma non c'è spazio in alcun modo, forma o maniera per la violenza politica di qualsiasi tipo nei nostri amati Stati Uniti.»

Il discorso ha poi ripreso i temi abituali del tour: la difesa della democrazia americana, della Costituzione e dello stato di diritto. «La E Street Band è qui stasera per celebrare e difendere gli ideali e i valori americani che hanno sorretto il Paese per 250 anni», ha detto Springsteen, invitando il pubblico a «scegliere la speranza al posto della paura, la democrazia al posto dell'autoritarismo, lo stato di diritto al posto dell'illegalità».



Il contesto: un tour politico in un'America divisa

Il "Land of Hope and Dreams American Tour" di Springsteen è uno dei tour più politicamente carichi della sua lunga carriera. Fin dalla prima data a Minneapolis, il cantante ha usato il palco come tribuna per difendere i valori democratici americani e criticare apertamente l'amministrazione Trump. Ogni concerto si apre con un discorso e la cover di "War" di Edwin Starr, brano simbolo della protesta contro la guerra del Vietnam.

La serata di Austin ha visto anche la partecipazione di Tom Morello, chitarrista dei Rage Against the Machine, che ha suonato con Springsteen "The Ghost of Tom Joad", brano tratto dall'album del 1995 ispirato ai migranti e ai lavoratori sfruttati — un'altra canzone di protesta sociale che si inserisce perfettamente nel messaggio del tour.



Chi è Bruce Springsteen: una carriera lunga 50 anni

Cresciuto in una famiglia operaia cattolica a Freehold Borough, New Jersey, Springsteen ha iniziato a suonare ispirato da Elvis Presley e dalla scena musicale della costa del New Jersey. Negli anni '70 ha firmato con la Columbia Records e formato la E Street Band, con cui ha pubblicato album fondamentali come "Born to Run" (1975), "Darkness on the Edge of Town" (1978), "The River" (1980) e il monumentale "Born in the U.S.A." (1984), certificato 17 volte platino con sette singoli nella Top 10.

Nel corso della sua carriera, Springsteen ha sempre intrecciato musica e impegno civile: ha partecipato al tour mondiale per i diritti umani di Amnesty International nel 1988, ha risposto all'11 settembre con l'album "The Rising" (2002) e ha criticato le disuguaglianze economiche con "Wrecking Ball" (2012). Inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1999, è considerato uno dei più grandi artisti viventi.

Il gesto di Austin — pregare pubblicamente per un presidente che critica apertamente — è la dimostrazione di come Springsteen sappia sempre distinguere tra opposizione politica e umanità condivisa. Un messaggio potente, in un momento in cui l'America sembra più divisa che mai.

 
 
 

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